Sanremo

Un film di Miroslav Mandić

Vivendo nella stessa casa di riposo, Bruno e Duša amano farsi compagnia, a volte bisticciano come due innamorati, ma poi non si ricordano più l’uno dell’altra e ricominciano tutto da capo.

Dettagli: DCP, color, 85′, Slovenia, Italia
Genere: film d’autore / drammatico/ romantico
Soggetto e regia: Miroslav Mandić
Sceneggiatura: Miroslav Mandić
Fotografia: Peter Zeitlinger
Musiche: Darko Rundek
Scenografia: Dušan Milavec , Barbara Kapelj
Costumi: Polonca Valentinčič
Make-up: Anita Ferčak
Montaggio: Andrej Nagode
Sound design: Francesco Morosini
Direttore di produzione: Sandra Ržen
Cast: Sandi Pavlin, Silva Čušin, Boris Cavazza, Mojca Funkl, Barbara Cerar, Lara Komar, Barbara Vidovič, Vladimir Jurc, Safet Mujčić
Produttore: Miroslav Mandić, Nina Robnik, Marta Zaccaron, Fabiana Balsamo
Produzione: Filmostovje in co-produzione con Incipit Film e Rtv Slovenija
Status: in distribuzione
Con il sostegno di: Slovenian Film Centre (SFC), Fs Viba Film, Mibact, Fvg Film Commission, Fondo Audiovisivo FVG
Global sales agent: Coccinelle Film Sales

Una storia d’amore un po’ particolare sulle note di “Non ho l’età” di Gigliola Cinquetti, un dolce ricordo di gioventù dei protagonisti. Bruno, anziano e affetto da Alzheimer, ospite di una casa di riposo, ogni giorno si innamora di Duša, e ogni sera se ne dimentica.
Duša, una gentile signora ospite della stessa struttura, anche lei affetta da Alzheimer, è una figura un po’ ambigua, forse un po’ maliziosa.  Talvolta i due si incontrano durante le attività proposte nella struttura e flirtano come se si scoprissero per la prima volta, altre invece non si riconoscono nemmeno.
Quando Bruno è in compagnia di Duša, prova un dolce “sollievo” che allevia la sua confusione e nostalgia per il passato.
Un passato che riaffiora invece con forza quando è solo, e lo spinge a fuggire dalla casa di riposo. Desidera invano ritornare a casa sua, da sua moglie e dal suo cane, che però purtroppo non ci sono più.
Il film è un susseguirsi di immagini estremamente suggestive e poetiche, in cui la messa in scena è significativa dello stato d’animo dei protagonisti, a volte confuso, altre nostalgico. In alcuni momenti però è anche dolcemente divertente, come quando una sera Bruno non riesce a trovare la sua stanza ed entra per errore in quella di Duša, sdraiandosi accanto a lei. Al loro risveglio discutono: ognuno è sicuro che l’altro sia nel letto sbagliato, ma ancora una volta si trovano simpatici e si danno appuntamento a colazione. Vestita di tutto punto, Duša però lo aspetterà invano.