Dona Zefa da Guia e il Dono Divino

Un documentario di Marta Zaccaron

Per lei, aiutare le donne a partorire è una vocazione ed un dono divino. Con l’aiuto di erbe medicinali, riti spirituali e santi scomunicati, Dona Zefa aiuta centinaia di donne a partorire, in un Brasile ancora molto legato al passato. Per lei, aiutare le donne a partorire è una vocazione ed un dono divino. Con l’aiuto di erbe medicinali, riti spirituali e santi scomunicati, Dona Zefa aiuta centinaia di donne a partorire, in un Brasile ancora molto legato al passato.

Dettagli: FullHD, 52’, Italia, Brasile, 2012
Tema: Società, Donne
Soggetto, Sceneggiatura: Natalia Mansano
Regia: Marta Zaccaron
Produttori: Marta Zaccaron e Natalia Mansano
Produzione: Quasar Multimedia
Status: in distribuzione

In un isolato villaggio chiamato Quilombola, nel Nord Est del Brasile Dona Zefa lavora come levatrice rurale. Ha sangue indios, non sa né leggere né scrivere, e nella sua attività adotta un mix di pratiche sia della tradizione afro-indigena sia preghiere cristiane, insieme a molta esperienza e ad una forte sensibilità. Tutto questo sembra funzionare, dato che non le è mai morto un neonato né una madre, in più di 50 anni di lavoro. Dona Zefa non è solo una levatrice rurale, ma è anche un punto di riferimento per tutta la comunità e una consigliera spirituale: lei dice di essere profondamente Cristiana, ma i santi che venera sono scomunicati dalla chiesa. Allo stesso tempo pratica rituali per guarire e proteggere le persone contro gli spiriti maligni.
Afferma di lavorare sotto l’influenza di tre guide spirituali: il primo è “O Boiadero”(il cowboy) che le dà la calma ed il sangue freddo per agire; il secondo è “O enfermeiro”(l’infermiere) che le dà le capacità mediche; ed il terzo è “A Rainha das Aguas”(la regina delle acque) che le dà la gentilezza. Nel documentario vediamo Dona Zefa lavorare come levatrice nella piccola stanza che ha costruito vicino alla sua casa e che usa come maternità. Non ha quasi niente lì ma la sua esperienza, le erbe ed i riti che usa e pratica sostituiscono ciò che manca. La vediamo visitare due donne incinte, una delle quali partorirà il giorno seguente. Tra una nascita e l’altra la sua casa è sempre piena di persone e lei dà consigli a tutti o discute su come risolvere i problemi della comunità, ospita anche una sua vecchia amica che soffre di problemi nervosi e la sottopone a dei riti per scacciare gli spiriti maligni nella piccola cappella. Da fuori molte persone spesso percorrono anche una lunga strada per venire a trovarla e farsi fare un rito di guarigione.

Festival: Trieste Film Festival – Gennaio 2013; VicinoLontano (Udine) – Maggio 2013; Religion Today Film Festival – Ottobre 2013; Cervignano Film Festival – Settembre 2013; Fresco Film Festival (Armenia) – Giugno 2014.
Premi:
Primo Premio all’EtnofilmFest 2013 (Italia).